CCNL ENERGIA E GREEN
La transizione che cambia il lavoro: contratti, salari, rinnovabili, reti elettriche, sicurezza, nuove professionalità e diritti nel settore che dovrà alimentare il futuro
La transizione energetica non è soltanto una questione ambientale. È una gigantesca trasformazione industriale e, quindi, una trasformazione del lavoro. Dietro un pannello fotovoltaico, una pala eolica, una rete elettrica intelligente, un impianto di accumulo o una centrale ci sono progettisti, tecnici, manutentori, operai, ingegneri, addetti alle reti, specialisti informatici, personale commerciale e migliaia di altre professionalità. Ma bisogna chiarire subito un punto essenziale: non esiste un unico “CCNL Energia e Green” applicabile a tutti questi lavoratori. Il mondo dell’energia attraversa diversi perimetri contrattuali. Tra i riferimenti fondamentali troviamo il CCNL Settore Elettrico e il CCNL Energia e Petrolio; a seconda dell’attività dell’impresa possono poi entrare in gioco altri contratti. Per questo, anche qui, La Bussola deve offrire una mappa e non una scorciatoia.
IL CCNL DEL SETTORE ELETTRICO
Per una parte centrale del sistema energetico italiano il riferimento è il CCNL per i lavoratori addetti al settore elettrico. L’ultimo rinnovo è stato sottoscritto l’11 febbraio 2025 per il triennio 2025-2027. Tra le parti datoriali figurano Elettricità Futura, Utilitalia, Energia Libera e importanti operatori del sistema; sul versante sindacale Filctem-Cgil, Flaei-Cisl e Uiltec-Uil.
Il contratto interessa un settore strategico perché l’elettrificazione è una delle colonne portanti della transizione ecologica. Più elettricità da fonti rinnovabili significa infatti non soltanto costruire nuovi impianti, ma rafforzare reti, accumuli, gestione dei flussi, manutenzione, digitalizzazione e sicurezza.
Testo del rinnovo CCNL Settore Elettrico 2025-2027
Rinnovo del CCNL dei lavoratori elettrici – Elettricità Futura
ENERGIA E PETROLIO: IL CONTRATTO CHE STA ATTRAVERSANDO LA TRANSIZIONE
Il secondo grande riferimento è il CCNL Energia e Petrolio.
Il nome potrebbe far pensare esclusivamente al vecchio mondo degli idrocarburi. Non è così. Il campo di applicazione comprende esplorazione e produzione di idrocarburi, ingegneria, perforazione e manutenzione, raffinazione, stoccaggio, trasporto e distribuzione dei prodotti petroliferi, vendita e trasporto del gas, rigassificazione, cogenerazione e produzione di energia elettrica, ma anche ricerca su petrolio, gas e fonti rinnovabili e attività logistiche collegate.
Il contratto è sottoscritto da Confindustria Energia con Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil e riguarda circa 37-40 mila addetti.
CCNL Energia e Petrolio – testo, rinnovo e accordi
IL RINNOVO 2025-2027: 330 EURO COMPLESSIVI
Il 16 aprile 2025 è stata sottoscritta l’intesa per il rinnovo del CCNL Energia e Petrolio per il triennio 2025-2027. Il risultato economico è rilevante: l’incremento complessivo del trattamento economico complessivo, TEC, è stato fissato in 330 euro nel triennio.
La costruzione dell’aumento è articolata. Al recupero inflativo sono stati riferiti 134 euro: 100 euro sui minimi da gennaio 2025 e 34 euro sull’EDR da marzo. A questi si aggiungono le tranche del rinnovo: 30 euro sui minimi da dicembre 2025, altri 20 euro sui minimi e 7 sull’EDR da gennaio 2026, 55 euro da luglio 2026 e 65 euro da luglio 2027. Il montante complessivo indicato nell’accordo è di 8.826 euro.
Rinnovo CCNL Energia e Petrolio 2025-2027 – Filctem CGIL
NON C’È SOLTANTO IL SALARIO
Il rinnovo Energia e Petrolio è interessante proprio perché cerca di intervenire su un settore attraversato da trasformazioni profonde.
Sono previsti ulteriori 5 euro destinati al fondo sanitario integrativo FASIE. Il 24 e il 31 dicembre diventano giornate intere anziché mezze giornate; vengono inoltre introdotte novità sulla tutela dei lavoratori fragili e sul periodo di comporto per chi è colpito da malattie oncologiche e degenerative.
Per i lavoratori più giovani viene anticipato l’accesso a un ulteriore scaglione di cinque giorni di ferie: per gli assunti da cinque anni e, dal 1° gennaio 2028, dopo tre anni. Per i turnisti le giornate annue passano inoltre da 231,5 a 231, con una riduzione effettiva dell’orario a parità salariale.
Sono dettagli che raccontano una cosa importante: un contratto non è soltanto la tabella dei minimi. È tempo, salute, formazione, welfare, organizzazione della vita e dignità professionale.
LA TRANSIZIONE ENERGETICA CAMBIA I MESTIERI
Un impianto energetico di oggi non è quello di trent’anni fa.
Fotovoltaico, eolico, accumuli, idrogeno, reti intelligenti, sensoristica, automazione e sistemi digitali stanno facendo nascere nuove competenze e ne stanno trasformando altre.
Il manutentore deve confrontarsi sempre più con elettronica e diagnostica digitale. Il tecnico delle reti lavora con sistemi intelligenti. L’ingegnere energetico deve conoscere tecnologie che cambiano rapidamente. Persino mestieri tradizionali vengono attraversati dalla digitalizzazione.
Non è un problema secondario: quando cambia il lavoro deve cambiare anche il modo in cui quel lavoro viene riconosciuto e classificato.
Il rinnovo Energia e Petrolio ha infatti previsto una commissione paritetica incaricata di verificare l’adeguatezza del sistema classificatorio rispetto alle nuove esigenze organizzative e professionali. Nel maggio 2026 sono partiti i lavori della relativa Commissione, insieme agli altri organismi bilaterali previsti dal contratto.
IL LIBRETTO FORMATIVO: LE COMPETENZE DEVONO RESTARE AL LAVORATORE
Una delle innovazioni più interessanti del rinnovo Energia e Petrolio riguarda il libretto formativo.
Lo strumento è pensato per certificare le competenze acquisite dal lavoratore, rendendole utilizzabili anche nell’eventuale passaggio verso altre realtà professionali del settore.
È una scelta importante.
La formazione pagata o organizzata dall’impresa produce certamente valore per l’azienda, ma produce anche patrimonio professionale della persona.
Se un tecnico impara a lavorare su una nuova tecnologia, quella competenza non dovrebbe sparire quando cambia datore di lavoro.
LA TRANSIZIONE DEVE ESSERE ANCHE OCCUPAZIONALE
La parola “green” viene spesso pronunciata come se contenesse automaticamente una promessa di benessere.
Non è così.
Una trasformazione industriale può creare occupazione e contemporaneamente distruggerne altra. Può generare professionalità altamente qualificate e rendere obsolete competenze costruite durante una vita lavorativa.
Il punto sindacale è quindi semplice: la transizione ecologica non può essere scaricata sulle persone.
Se un impianto cambia tecnologia, il lavoratore deve poter essere formato. Se una mansione scompare, bisogna costruire percorsi di riqualificazione. Se nasce una nuova professionalità, deve essere classificata e retribuita correttamente.
Altrimenti avremo energia più verde e vite più precarie.
E non sarebbe una transizione giusta.
FOTOVOLTAICO ED EOLICO: NON BASTA DIRE “GREEN”
Qui c’è un problema pratico molto importante.
Un tecnico che installa pannelli fotovoltaici non appartiene automaticamente allo stesso CCNL di un lavoratore di una grande società elettrica.
L’installazione può essere svolta da imprese appartenenti a differenti settori e il contratto applicato può quindi variare.
Lo stesso vale per l’eolico: progettazione, costruzione, componentistica, installazione, manutenzione e gestione degli impianti sono attività diverse che possono ricadere in differenti perimetri contrattuali.
La domanda corretta non è dunque:
«Lavoro nel fotovoltaico: qual è il mio contratto?»
Ma:
«Qual è l’attività della mia impresa, quale CCNL applica e il mio inquadramento corrisponde alle mansioni che svolgo?»
È meno semplice. Ma è corretto.
RETRIBUZIONE: ATTENZIONE AL CONTRATTO E AL LIVELLO
Anche nel mondo Energia e Green sarebbe scorretto pubblicare un’unica cifra come “stipendio del settore”.
La retribuzione dipende dal CCNL applicato, livello di inquadramento, mansione, anzianità, turnazione, eventuale reperibilità, maggiorazioni, premi e contrattazione aziendale.
Per questo il lavoratore dovrebbe prendere la propria busta paga e verificare almeno: denominazione del CCNL, livello, qualifica, minimo contrattuale, eventuale EDR, superminimo, scatti, indennità, straordinari, maggiorazioni e altre voci.
È da quella fotografia che comincia ogni verifica seria.
TURNI: L’ENERGIA NON DORME
Una caratteristica del settore è evidente: molti impianti e infrastrutture funzionano 24 ore su 24.
Produzione, reti, distribuzione e controllo non possono semplicemente spegnersi quando termina l’orario d’ufficio.
Per migliaia di lavoratori questo significa turnazione, lavoro notturno, festivo e organizzazione particolare dei riposi.
Ed è proprio qui che il contratto collettivo assume una funzione essenziale: stabilire limiti, maggiorazioni, riposi e compensazioni.
Perché un servizio può funzionare continuamente.
Una persona no.
REPERIBILITÀ: ESSERE RAGGIUNGIBILI È PARTE DEL LAVORO
Guasti, anomalie, emergenze e interruzioni possono richiedere interventi rapidi.
Per alcune professionalità entra quindi in gioco la reperibilità.
Ma essere reperibili non significa regalare disponibilità all’impresa.
Bisogna controllare la disciplina prevista dal proprio CCNL e dagli eventuali accordi aziendali: indennità, tempi di chiamata, interventi effettuati, riposi successivi e modalità organizzative.
Il telefono aziendale non può diventare un turno infinito nascosto dentro una tasca.
SICUREZZA: NELL’ENERGIA L’ERRORE PUÒ COSTARE CARO
Alta tensione, impianti industriali, gas, sostanze pericolose, lavori in quota, cantieri, manutenzioni, ambienti confinati e grandi infrastrutture rendono la sicurezza uno dei punti centrali del settore.
La trasformazione tecnologica non elimina il rischio.
Lo modifica.
Accanto ai rischi tradizionali compaiono automazione, controllo remoto, nuovi sistemi di accumulo e nuove tecnologie.
Il rinnovo Energia e Petrolio ha previsto l’entrata a regime della figura del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di sito – RLSP, rafforzando il tema della rappresentanza della sicurezza nei luoghi complessi nei quali operano anche imprese differenti.
È particolarmente importante negli appalti.
Perché il lavoratore dell’impresa esterna non può avere una sicurezza di serie B.
APPALTI E SUBAPPALTI: IL PUNTO PIÙ DELICATO
Le grandi infrastrutture energetiche vivono anche attraverso una rete enorme di imprese appaltatrici.
Manutenzioni, costruzioni, installazioni, pulizie industriali, servizi tecnici e attività specialistiche possono essere affidati all’esterno.
Ed è qui che può aprirsi una frattura.
Due persone possono lavorare nello stesso sito, affrontare rischi simili e contribuire allo stesso processo produttivo, ma avere condizioni economiche e contrattuali molto differenti.
La transizione energetica dovrà quindi affrontare anche una domanda scomoda:
quanto della nuova economia verde sarà costruito attraverso catene di appalto?
Perché non basta rendere sostenibile l’energia.
Bisogna rendere sostenibile anche il lavoro che la produce.
PREVIDENZA COMPLEMENTARE E SANITÀ INTEGRATIVA
Nel CCNL Energia e Petrolio operano due strumenti importanti di welfare contrattuale: Fondenergia, per la previdenza complementare, e FASIE, per l’assistenza sanitaria integrativa.
Sono elementi che il lavoratore dovrebbe conoscere.
Quando si confrontano due posti di lavoro, infatti, non bisogna guardare esclusivamente il netto mensile.
Il valore complessivo comprende salario, previdenza, assistenza sanitaria, premio di risultato, welfare, turnazioni, indennità, ferie, formazione e possibilità di crescita.
Un contratto di lavoro è un ecosistema.
IL PREMIO DI RISULTATO NEL SETTORE ELETTRICO
Nel rinnovo del CCNL elettrico 2025-2027 assume rilievo anche la contrattazione aziendale. Il testo prevede incrementi destinati alla produttività a livello aziendale pari a 140 euro per ciascuno degli anni 2025, 2026 e 2027, secondo le regole e i presupposti previsti dalla contrattazione di secondo livello; per le aziende prive della relativa contrattazione è previsto il meccanismo dell’elemento perequativo disciplinato dall’accordo.
È un esempio concreto del rapporto tra contratto nazionale e contrattazione aziendale.
Il primo costruisce il pavimento.
Il secondo può alzare la casa.
GREEN JOBS: NUOVI LAVORI, VECCHIO RISCHIO DI SOTTOPAGARLI
La crescita delle professioni verdi produce un altro problema.
Quando nasce una nuova figura professionale, può trascorrere del tempo prima che il sistema contrattuale riesca a fotografarla correttamente.
Tecnici di accumulo, specialisti delle comunità energetiche, professionisti dell’efficienza, esperti di sistemi digitali per l’energia e altre figure possono trovarsi dentro classificazioni nate quando quelle professioni neppure esistevano.
Per questo l’aggiornamento dei sistemi classificatori è decisivo.
Non basta inventare un nuovo mestiere.
Bisogna riconoscerne il valore.
INTELLIGENZA ARTIFICIALE E RETI INTELLIGENTI
La transizione energetica sarà anche digitale.
Una rete con milioni di produttori e consumatori, impianti distribuiti, accumuli e flussi bidirezionali ha bisogno di una capacità di gestione infinitamente superiore rispetto al vecchio sistema centralizzato.
Algoritmi e intelligenza artificiale entreranno sempre più nella previsione dei consumi, manutenzione predittiva, ottimizzazione degli impianti e gestione delle reti.
Ma quando l’algoritmo entra nel processo produttivo entra inevitabilmente anche nelle relazioni di lavoro.
Può aiutare il tecnico.
Può ridurre il rischio.
Può prevedere un guasto.
Ma può anche misurare continuamente prestazioni, tempi e comportamenti.
La tecnologia deve essere utilizzata per rendere il lavoro migliore, non per trasformare il lavoratore in un dato da sorvegliare.
FORMAZIONE: IL DIRITTO CHE DECIDERÀ CHI RESTA NEL FUTURO
Probabilmente nessun istituto sarà più importante della formazione.
Un lavoratore cinquantenne che ha costruito per trent’anni la propria professionalità non può sentirsi dire improvvisamente che quella competenza non serve più perché la tecnologia è cambiata.
La risposta deve essere riqualificazione.
E la formazione deve avvenire prima che la professionalità diventi obsoleta.
Il libretto formativo introdotto nel rinnovo Energia e Petrolio va proprio nella direzione di certificare le competenze maturate e renderle riconoscibili.
Questa sarà una delle vere battaglie sindacali della transizione.
Non difendere un mestiere destinato inevitabilmente a cambiare.
Difendere la persona che quel mestiere lo svolge, accompagnandola verso quello nuovo.
PARITÀ E NUOVE RAPPRESENTANZE
Il rinnovo Energia e Petrolio introduce inoltre la figura del rappresentante Diversity, Equity & Inclusion, con attenzione anche al divario retributivo di genere.
Nel maggio 2026 sono state avviate le attività degli organismi previsti dal contratto, tra cui l’Istituzione Paritetica Nazionale, l’Osservatorio Pari Opportunità, la Commissione sul sistema classificatorio e quella sulla mobilità internazionale.
La transizione energetica, dunque, non riguarda soltanto le fonti utilizzate.
Può diventare l’occasione per ripensare anche come si lavora e come si partecipa alle trasformazioni dell’impresa.
COSA DEVE CONTROLLARE IL LAVORATORE
Per chi lavora nell’energia la prima verifica deve partire dalla busta paga e dal contratto di assunzione: CCNL applicato, livello, qualifica e mansione effettiva. Poi vanno controllati minimo tabellare, EDR quando previsto, superminimo, scatti, indennità di turno e reperibilità, straordinari e maggiorazioni, premio di risultato, previdenza complementare, assistenza sanitaria e welfare aziendale.
Bisogna inoltre verificare se le mansioni siano cambiate nel tempo.
Nel settore energetico questo aspetto sarà sempre più importante: la tecnologia può trasformare radicalmente un lavoro senza cambiare automaticamente la riga dell’inquadramento sulla busta paga.
I DOCUMENTI DA CONSERVARE
Per questa pagina de La Bussola metterei in evidenza almeno questi riferimenti, spiegando chiaramente che il CCNL corretto dipende dall’attività dell’impresa e non dalla semplice etichetta “green”.
CCNL Energia e Petrolio – contratto e accordi di settore
Rinnovo Energia e Petrolio 2025-2027: contenuti economici e normativi
CCNL Settore Elettrico 2025-2027 – testo dell’accordo
Informazioni sul rinnovo CCNL Elettrico – Elettricità Futura
Sono documenti molto più utili di un generico “CCNL Green”, che non esiste come contratto unico nazionale del settore.
LA BUSSOLA
Ci hanno raccontato per anni la transizione energetica attraverso fotografie di pannelli solari, pale eoliche e prati verdi.
Ma in quelle fotografie manca quasi sempre qualcuno.
Il lavoratore.
Manca chi sale sulla torre eolica. Chi manutiene una linea. Chi entra in centrale durante la notte. Chi progetta un impianto. Chi controlla una rete. Chi lavora sotto il sole sopra un tetto per installare il fotovoltaico. Chi studia per imparare una tecnologia che cinque anni prima non esisteva.
La transizione ecologica sarà una delle più grandi trasformazioni economiche della nostra epoca.
E proprio per questo non può essere lasciata soltanto agli investimenti, agli algoritmi e ai mercati.
Deve entrarci il lavoro.
Perché non sarebbe una grande conquista sostituire una centrale inquinante con cento impianti rinnovabili se poi quei cento impianti fossero costruiti attraverso salari poveri, appalti senza qualità, precarietà e sicurezza sacrificata.
Il colore verde dell’energia non garantisce automaticamente il colore dei diritti.
Quello dobbiamo mettercelo noi.
La vera transizione sarà compiuta quando riusciremo a produrre energia senza consumare il pianeta e, nello stesso tempo, a trasformare il lavoro senza consumare le persone.
Solo allora potremo chiamarla davvero energia del futuro.

